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IL CONSORZIO SOSTIENE LA MOZZARELLA DELLA LEGALITA'
"La filiera della legalità che Libera ha realizzato qui è un ulteriore valore aggiunto per la mozzarella di bufala campana Dop. Siamo e saremo vicini e a disposizione dei protagonisti di questa iniziativa di riscatto e di speranza per tutto il territorio”. Lo ha detto il presidente del Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo, intervenendo questa mattina a Castel Volturno all’evento di chiusura del progetto “La Mozzarella della Legalità”, finanziato dalla Fondazione con il Sud con il Bando storico-artistico e culturale 2008 e realizzato da Libera in collaborazione con il Comitato don Peppe Diana, Legacoop Campania, Erfes Campania, l'agenzia Cooperare con Libera Terra, Legambiente, la Confederazione italiana agricoltori e i due comuni di Castelvolturno e Cancello ed Arnone.
Raimondo è arrivato all'interno del bene confiscato al boss Michele Zaza a Castel Volturno alla presenza di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, e dei rappresentanti delle Istituzioni, delle scuole, delle associazioni di categoria, di volontariato e dei sindacati.
Un percorso durato due anni e che vede la sua conclusione con il completamento dei lavori del caseificio sui beni confiscati alla camorra dove si produrrà, a partire da novembre, la Mozzarella della Legalità da parte della Cooperativa “Le Terre di Don Peppe Diana – Libera terra". E' la prima cooperativa Libera Terra nata in Campania nel nome del parroco di Casal di Principe ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994.
La formazione sul campo si è svolta presso l'Azienda agricola regionale sperimentale Improsta di Eboli (Sa).
Per la produzione della mozzarella, nel caseificio di Castel Volturno, saranno utilizzate tecnologie produttive innovative e fonti di energia rinnovabili, con la collaborazione dell'Assessorato all'agricoltura della regione Campania, della Provincia di Caserta, della Camera di Commercio di Caserta e delle organizzazioni agricole, partendo dai comuni di Castel Volturno, Cancello ed Arnone, Carinola, Teano e Pignataro maggiore.
La conclusione dei lavori del caseificio e la successiva apertura al pubblico prevista per novembre è quel sogno che diventa concretezza per tutti coloro che in questi anni hanno tenuto accesa la fiaccola della memoria di don Diana ucciso dalla camorra nella sua chiesa.
Raimondo è arrivato all'interno del bene confiscato al boss Michele Zaza a Castel Volturno alla presenza di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, e dei rappresentanti delle Istituzioni, delle scuole, delle associazioni di categoria, di volontariato e dei sindacati.
Un percorso durato due anni e che vede la sua conclusione con il completamento dei lavori del caseificio sui beni confiscati alla camorra dove si produrrà, a partire da novembre, la Mozzarella della Legalità da parte della Cooperativa “Le Terre di Don Peppe Diana – Libera terra". E' la prima cooperativa Libera Terra nata in Campania nel nome del parroco di Casal di Principe ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994.
La formazione sul campo si è svolta presso l'Azienda agricola regionale sperimentale Improsta di Eboli (Sa).
Per la produzione della mozzarella, nel caseificio di Castel Volturno, saranno utilizzate tecnologie produttive innovative e fonti di energia rinnovabili, con la collaborazione dell'Assessorato all'agricoltura della regione Campania, della Provincia di Caserta, della Camera di Commercio di Caserta e delle organizzazioni agricole, partendo dai comuni di Castel Volturno, Cancello ed Arnone, Carinola, Teano e Pignataro maggiore.
La conclusione dei lavori del caseificio e la successiva apertura al pubblico prevista per novembre è quel sogno che diventa concretezza per tutti coloro che in questi anni hanno tenuto accesa la fiaccola della memoria di don Diana ucciso dalla camorra nella sua chiesa.






