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DISTRETTI INDUSTRIALI, CRESCE ANCORA L'EXPORT DELLA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP

06 MARZO 2018

Pubblicati i dati dell’ultimo trimestre del 2017 sui distretti industriali. E in una Campania che stavolta detiene la maglia nera della crescita in Italia, spicca invece l’ottimo risultato dell’export del Distretto della Mozzarella di Bufala Campana Dop: +16,8%, pari a dieci milioni di euro aggiuntivi.

L’export del Mezzogiorno mantiene la crescita (+3,1% la variazione tendenziale) emersa nelle precedenti rilevazioni, pur attestandosi su valori inferiori rispetto al complesso dei distretti italiani (+4,5%).

In Campania il dato è in controtendenza, lievemente negativo dell’export complessivo (-1,2%) perchè risente del pesante arretramento -11,6% delle aziende campane dell’aeronautica.

La Campania concorre ai dati positivi con il Polo farmaceutico napoletano che ha ottenuto un +9,1% dell’export, pari a 17 milioni di euro aggiuntivi rispetto allo stesso trimestre del 2016, ma soprattutto con i Distretti non tecnologici con in testa la Mozzarella di bufala e poi l’Abbigliamento del napoletano (+5%).

 

La crescita dell’export in questi comparti non controbilancia i cali registrati nel distretto dell’Alimentare di Avellino, delle Calzature nel napoletano, della Concia di Solofra e dell’Alimentare che però nei primi 9 mesi del 2017 aveva registrato un significativo incremento. L’export delle Conserve di Nocera rimane sostanzialmente stabile, dopo due trimestri pesantemente negativi, registrando comunque il miglior trimestre di sempre (con un ammontare di esportazioni pari a circa 237 milioni di euro). L’Alimentare di Avellino arretra per il quarto trimestre consecutivo, come arretra lievemente il distretto dell’Agricoltura della Piana del Sele che aveva avuto una crescita dell’8,6% nei primi nove mesi dell’anno.

 

L’analisi dell’orientamento delle esportazioni dei distretti del Mezzogiorno evidenzia una dinamica positiva per effetto delle buone performance dell’export in particolare verso il mercato tedesco (+8,8% primo mercato di sbocco), gli Stati Uniti (+9,6%) e la Svizzera (+10,6%), che sono riuscite a controbilanciare i cali subiti nelle prime mete europee (Regno Unito e Francia in primis). Positivo anche l’andamento delle vendite estere in alcuni nuovi mercati (Cina, Albania) e, soprattutto, in Polonia, Australia, Turchia e Federazione russa che hanno sperimentato una crescita a doppia cifra.

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