La Mozzarella di Bufala Campana DOP è ambasciatrice della nostra terra e noi vogliamo raccontarvela. Dopo aver viaggiato alla scoperta di Caserta e lungo la Costiera Amalfitana, oggi vi portiamo in uno dei luoghi più suggestivi dell’area di origine della mozzarella Dop, il Cilento, in provincia di Salerno, dove natura, storia e leggenda si fondono per dare vita ad atmosfere uniche e affascinanti.

 

La costiera cilentana si snoda per cento chilometri, stretta tra Appennino e mare, dove il cielo terso della Campania si specchia nelle acque cristalline del Tirreno. Chi viaggia alla scoperta del versante marino del Cilento incontra scorci sorprendenti: un susseguirsi di insenature e grotte, templi e casette arroccate. Luoghi che appartengono al mito e alla meraviglia, che innamorano chiunque li attraversi. Pronti a partire?

 

Prepara bene la valigia

Siete tipi sportivi o più da relax in spiaggia? Siete alla ricerca di spensierata movida notturna o preferite perdervi tra le bellezze monumentali che la storia ha lasciato in eredità al nostro territorio?

Le possibilità che offre il Cilento sono davvero tantissime e, a prescindere da quale sarà la vacanza che sceglierete di vivere nella costa cilentana, ricordate di mettere in valigia: un paio di scarpe comode, un paio di costumi da bagno, la crema solare perché il sole picchia forte, un paio di capi eleganti per una cenetta a lume di candela in riva al mare e una giacchetta leggera, perché a volte la sera una brezza fresca accarezza la pelle.

 

Qualche cenno storico prima di partire per il Cilento

La storia del Cilento sfuma e si perde in un passato lontanissimo, risalendo fino al Paleolitico: lungo il corso dei secoli tanti popoli hanno attraversato questo territorio: Lucani, Greci, Romani, Longobardi, Normanni, Arabi, Saraceni, Spagnoli, Francesi ed Austriaci. Ognuno di loro ha lasciato traccia, dando origine a una cultura poliedrica ed affascinante; un mosaico armonioso che oggi disegna la tradizione cilentana.

A cominciare dalle colonie greche e romane, passando per il medioevo e i borbonici, sino all’unità d’Italia, la storia di questo territorio, racchiuso tra il blu vivo del Mediterraneo e le alture dell’Appennino, arriva fino ai giorni nostri.

 

Tracce, memorie, monumenti e sentieri del passato antico e prossimo trovano casa nel Parco Nazionale del Cilento. Proprio da questo luogo fatto di natura viva, parte il nostro viaggio giù per il Cilento.

 

Parco Nazionale del Cilento

Il parco nazionale del Cilento è uno dei tesori di questa terra: 181.048 ettari di scenari mozzafiato, il luogo ideale per gli amanti dei viaggi naturalistici e le lunghe passeggiate.  Che siate appassionati di montagna o mare, il Parco Nazionale del Cilento non vi deluderà: patrimonio dell’umanità e geo-parco dell’UNESCO dal 1998, il parco è riserva della biosfera e custodisce tantissime specie animali e vegetali (basti pensare che nel Parco crescono 254 specie di orchidee spontanee su 319 conosciute).

 

Qui potrete godervi un’escursione di qualche ora o anche un tour più intenso, riempiendovi gli occhi con bellezza della natura incontaminata cilentana e respirando a pieni polmoni l’aria limpida del mar Tirreno.

 

N.B. Per questa meta: scarpe comode, borraccia e cappellino.

 

Paestum

Lasciandoci alle spalle il Parco Nazionale del Cilento, carichi di stupore e meraviglia, ci avviamo verso la prossima tappa del viaggio attraverso i borghi DOP della costa cilentana: l’antica Peastum.

 

Colonia greca fondata nel VII secolo a.C., nel 273 conquistata dai romani (il nome originale infatti era Posidonia, in onore del dio del mare, Poseidone), oggi Paestum è tra le aree archeologiche meglio conservate al mondo: fidatevi, quando varchi la soglia e incontri lo spettacolo di quelle pietre così precise, imponenti e longeve resti (per l’appunto) di sasso.

 

La porzione di sito archeologico visitabile corrisponde al cuore dell’antica città e conta: due santuari, l’agorà greca, il foro romano con i templi, le tabernae (dove si beveva in compagnia), la basilica, il macellum, l’ekklesiasterion greco e il comitium romano (negli ultimi due luoghi si svolgeva parte della vita politica di questi antichi popoli).

 

Passeggiare tra le vie di Paestum è un’emozione unica, ad ogni passo, tra uno scorcio e l’altro, percepirai tutta la storia che questo luogo racchiude, le radici profonde del Cilento. Avvicendamenti umani, gesti persi nel tempo, l’imponenza sacra delle antiche rovine. E poi lungo la statale potrete fare sosta in uno dei tanti caseifici della zona, la via della mozzarella di bufala, per fare incetta di oro bianco.

 

Una marea di bandiere blu

Dopo l’escursione archeologica a Paestum, sarà pure il caso fare un tuffo, giusto? La prossima tappa è Agropoli (e lì il mare c’è… E che mare!), ma prima le spiagge cilentane con bandiera blu, tra le più belle d’Italia. Più giù ve ne raccontiamo alcune, intanto per i più curiosi un elenco da tenere tra le note del telefono:

  • Ascea: Piana di Velia, Torre del Telegrafo, Marina di Ascea;
  • Capaccio: Licinella, Varolato/La Laura/Casina D’Amato, Foce Acqua dei Ranci;
  • Camerota: Cala Finocchiara e San Domenico;
  • Casal Velino: Lungomare/Isola, Dominella/Torre;
  • Castellabate: Lago Tresino, Marina Piccola, Cala Pozzillo/San Marco, Punta Inferno, Ogliastro;
  • Centola: Marinella, Palinuro (Porto/Dune e Saline);
  • Montecorice: Baia Arena, Capitello, Agnone, San Nicola;
  • Pisciotta: Ficaiola, Torraca/Gabella, Fosso della Marina, Petracciaio, Marina Acquabianca;
  • Pollica: Acciaroli, Pioppi;
  • Positano: Spiaggia Grande, Arienzo, Fornillo;
  • San Mauro Cilento: Mezzatorre;
  • Sapri: San Giorgio, Cammarelle;
  • Vibonati: Villammare, Santa Maria Le Piane, Oliveto.

 

E adesso, dritti ad Agropoli e alla baia di Trentova

Agropoli è una delle cittadine più rinomate del Cilento, famosa per il mare blu e per le bellezze monumentali. Nel cuore di Agropoli, infatti, si trova un caratteristico borgo medioevale, che ingloba il Castello angioino aragonese e che, arroccato su una roccia, si affaccia sul mare. Qui la vista panoramica è unica: con il cielo limpido riuscirete a vedere all’orizzonte anche Capri e la punta della Campanella.

Una volta visitato il Castello, se vi andasse di continuare con il giro monumentale, potrete ammirare alcune chiese notevoli, come Madonna di Costantinopoli, del primo barocco, e la medievale di SS. Pietro e Paolo, e la Torre di S. Marco.

 

D’estate certo fa caldo quindi, tra una bellezza architettonica e l’altra, noi vi suggeriamo un tuffo nel magnifico mare di baia Trentova, una vera e propria meraviglia. Questa piccola baia incantata deve il suo nome a una scoperta avvenuta, secondo le leggende, in tempi antichissimi, quando nelle grotte sottostanti la roccia azzurra, quasi bianca, che caratterizza la baia, furono trovate circa 30 uova di gabbiano o di tartaruga marina.

 

Un po’ di sano relax a baia Trentova, per passeggiare sulla sabbia, fare un tuffo nell’acqua limpida e coccolare la propria pelle con i fanghi naturali: consigliatissimo!

 

Riserva naturale di Castellabate: Santa Maria e Punta Licosa

Continuando il nostro viaggio DOP verso il Sud della costiera cilentana e arriviamo a Castellabate, un incantevole paesino che per le sue caratteristiche ha meritato la definizione di “perla del Cilento”.

 

Il borghetto, arroccato tra le alture del Parco Nazionale del Cilento a 300 m dal livello del mare, è un reticolato di stradine e vicoletti tipicamente medievali che si inerpicano e che si affacciano sul Tirreno.

 

Santa Maria è una frazione di Castellabate che si estende seguendo la costa e dà il nome alla Riserva naturale del borgo; le baie, le calette naturali, i grumi di scogli e le spiagge dorate che incontrerete in questa zona sono piccoli paradisi. Qui troverete tutto quel che serve per una giornata perfetta: mare cristallino, baretto per gustare un buon gelato, locali per uscire la sera.

 

Se, invece, volete un’esperienza più appartata e godere dello spettacolo della natura, vi consigliamo Punta Licosa, parte della Riserva Naturale e tra i luoghi più mistici del cilentano, avvolto dalla leggenda.

 

Secondo fonti antichissime Punta Licosa prende il nome da Leucosia, una delle sirene che tentò di sedurre e divorare Odisseo lungo il suo viaggio di ritorno a Itaca. Pare che le tre sirene (Leucosia, Ligea e Partenope), una volta che Odisseo scampò al loro dolce e fatale canto legandosi all’albero maestro della sua nave, si suicidarono gettandosi da una rupe altissima. I flutti del mare portarono i loro corpi in luoghi diversi e quello di Leucosia emerse nelle acque del golfo di Poseidonia, nei pressi di una lingua di terra che prese proprio il nome di Punta Licosa.

 

Un luogo che trasuda leggenda, dove è garantita una quota di pace e silenzio a chi vada a visitarla o a trascorrere una giornata. A Punta Licosa si vive nel pieno rispetto della natura: quando vi immergerete nelle acque limpide che la circondano vi sembrerà di essere in paradiso e sentirete il dolce canto delle sirene (non preoccupatevi, però, nessun rischio di naufragio, parola del Consorzio!).

 

Ascea: tra archeologia e baie splendenti

Prossima tappa, Ascea, uno dei paesi più conosciuti del Cilento, tra le mete più quotate per il turismo estivo, grazie alla sua posizione centrale rispetto alla costa del Cilento: considerate di poter far base qui, vi consentirà di visitare le località che la circondano agevolmente.

 

Iniziamo con una nuova escursione archeologica a Velia, in origine colonia greca chiamata Elea, un importante sito archeologico del Cilento e città rimasta famosa nella storia antica perché culla della scuola filosofica eleatica. Ammirando i resti delle porte della città (Porta Rosa e Porta Marina), l’edificio termale, l’acropoli, l’agorà e l’imponente santuario di Poseidon Asphaleios, si riesce a ricostruire nell’immaginazione lo splendore che questa città aveva già duemila anni fa.

 

Non lontano da Ascea c’è una spiaggia bellissima, Baia d’Argento. Per raggiungerla potete optare per una gita in barca alla scoperta degli scorci nascosti della costiera cilentana. A Baia d’Argento troverete grossi ciottoli e un fondale caraibico: il luogo perfetto in cui perdersi per qualche ora e da cui ripartire alla volta di Capo Palinuro.

 

Palinuro e Marina di Pisciotta

Poco più giù rispetto ad Ascea, altri due must have del Cilento: Palinuro e la spiaggia di Marina di Pisciotta, una spiaggia libera, caratterizzata da ciottoli levigati e perfetta per un piacevole pomeriggio a mare (in questa zona suggeriamo uno stop panoramico affacciati dal litorale costiero, uno spettacolo magnifico).

 

Da Marina di Pisciotta è semplice spostarsi a Capo Palinuro, un luogo che trasuda storia e custodisce racconti antichi. Il nome di questa località, infatti, è leggendariamente collegato a un personaggio dell’Eneide, il mitico Palinuro, nocchiero fidato della flotta di Enea, che si innamorò perdutamente di una fanciulla, Kamaratòn, che diede a sua volta il nome alla vicina cittadina di Camerota. L’eroe greco inseguì l’immagine dell’amata fino in fondo alle scogliere del Capo, che da allora prese il suo nome.

 

Capo Palinuro è famoso per le sue grotte naturali, tra cui la Grotta Azzurra, così chiamata per il colore turchese intenso del suo mare e la Grotta dei Monaci, entrambe raggiungibili via mare con le imbarcazioni che partono continuamente dal porticciolo della piccola Palinuro.

 

Ultima tappa: Costa degli Infreschi e della Masseta

Eccoci giunti alla fine del nostro viaggio alla scoperta dei Borghi DOP della costiera cilentana. Percorriamo adesso la Costa degli Infreschi, un tratto di meraviglia che va da Torre dello Zancale a Scario, nel Golfo di Policastro.

 

In questi luoghi c’è un concentrato di mediterraneità: oliveti, vigneti, mare verde e vegetazione spontanea. Costa degli Infreschi è un’opera naturale di estrema suggestione: piccole e rade spiaggette che si alternano a torri medievali lungo il litorale, nato sulla propaggine calcarea del Monte Bulgheria. In questi luoghi la natura ha scatenato la sua creatività, dando origine a fenomeni carsici capaci di disegnare architetture sorprendenti, ricche di grotte marine e sorgenti d’acqua sottomarine (da cui la denominazione “Infreschi”).

 

Anfratti rocciosi, insenature e cale che si susseguono e raccontano leggende, come la Grotta degli innamorati, la Grotta Sepolcrale, la Grotta del Noglio o la Cacata del Marchese, un masso, quest’ultimo, che emerge dalle limpidissime acque tra Cala della Fortuna e Cala Monte di Luna. Secondo la tradizione popolare proprio qui, e in nessun altro luogo, un Marchese di Camerota riusciva a non aver mal di pancia…

 

Dalla dritta e slanciata Torre dello Zancale, nei pressi di Marina di Camerota, fino a Scario: l’ultimo tratto del nostro viaggio lungo la costa del Cilento corrisponde alla prima parte del magnifico Golfo di Policastro, che poi continua il suo corso attraversando la Basilicata e arrivando a toccare la Calabria. Qui non vogliamo svelarvi niente: vi lasciamo il gusto della sorpresa quando giungerete a Cala Bianca, a Cala Longa, alle spiaggette della Masseta e quando vi accomoderete nel cosiddetto “Salotto del Mediterraneo”.

 

Vi aspettiamo, per scoprire insieme le bellezze del Cilento: che aspettate a fare le valigie? Gli scenari che incontrerete lungo il viaggio vi faranno venir voglia di scattare a destra e a manca: quando posterete la foto sui social ricordate di taggare @mozzarella_dop su Instagram, così potremo ri-condividerle nella nostra rubrica #BorghiDop.

Foto: La mozzarella Dop nelle acque di Palinuro, dal profilo ig @cilento_foodandplaces