La Mozzarella di Bufala Campana DOP è ambasciatrice della propria terra e noi vogliamo raccontarvela. Da oggi sul nostro sito il primo itinerario di viaggio alla scoperta dei borghi DOP. Iniziamo dalla città di Caserta e i suoi dintorni, ricordando che tutta la provincia di Caserta rientra nell’area di produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP.

Caserta: un viaggio tra le suggestioni artistiche, culturali e culinarie

Città dal passato regale, Caserta è tra le mete di viaggio più apprezzate dagli amanti della Campania. Facciamo un giro tra i suoi monumenti, i borghi limitrofi e le chicche della cucina tradizionale. Ecco a voi un itinerario di Caserta da vivere in cinque giorni.

Casa di prìncipi, conti e re, Caserta è la città campana che rapisce il cuore e vi farà sentire parte di un mondo regale grazie alle sua storia aristocratica.

Caserta, però, non è solo la sua Reggia; la città racchiude nella sua fertile pianura un patrimonio artistico eccezionale e una serie di località da non perdere. Se la città campana è la prossima meta della vostra wishlist di viaggi, allora siete nella pagina giusta: in queste righe vi portiamo a spasso tra la storia, i monumenti e i borghi da visitare in cinque giorni. Durante il nostro percorso non mancheranno consigli sull’outfit e una sezione dedicata all’enogastronomia, le cui specialità non possono mancare nella vostra road map. Ready? Jamme ja.

In copertina: lo scalone monumentale del Palazzo Reale (foto dal profilo facebook della Reggia di Caserta).

 

Un po’ di storia

Il nome Caserta deriva dal latino Casa Irta e si riferisce all’antico centro urbano della città di Casertavecchia, che nel Medioevo si trovava ad alta quota rispetto alla pianura vicina. Durante i secoli, la città campana è stata oggetto di varie dominazioni: dai Romani che l’hanno resa una colonia, ai barbari con le invasioni distruttive fino ai Longobardi con lotte di successione. Nella lista ci sono anche gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi, ma la svolta arriva con la signoria degli Acquaviva, nobile famiglia che nel XIV secolo trasformò Caserta da contea in florido principato. La città trovò una sua identità specifica grazie a Carlo di Borbone, figura illustre che nel XVI secolo ha riedificato la città e ha fatto costruire il gioiello patrimonio dell’Unesco: la Reggia di Caserta (chapeau!).

Dove alloggiare nel tuo viaggio a Caserta

I posti dove pernottare a Caserta variano in base al vostro stile di vita: se amate la movida e la cultura il centro storico della città campana sarà il posto adatto a voi, con i tantissimi bar, locali notturni, ristoranti e monumenti.

Per chi è in cerca di tranquillità la frazione di Casertavecchia, il borgo medievale sulla collina a circa 10 chilometri dal centro della città, è il luogo ideale in cui raggiungere la pace dei sensi e stare a contatto con la natura e le mura storiche che hanno tanto da raccontare. Se invece preferite un’intimità a 360°, il borgo di San Leucio, a soli 15 minuti in auto dal centro, farà breccia nel vostro cuore con la sua vista mozzafiato su Caserta.

 

Facciamo le valigie, si parte

Caserta è una città che incanta già al primo passo. La prima cosa da fare appena arrivati? Una passeggiata tra i vicoli vi farà rilassare ed entrare a contatto con la città. In valigia, dunque, non possono mancare delle scarpe comode e uno zaino capiente per avere sempre con voi una borraccia e l’immancabile bastone per i selfie.

 

Gli itinerari da non perdere arrivati a Caserta

Caserta è una città in cui architettura moderna e antica coesistono. Un luogo che vi incanterà al primo sguardo, anzi al primo viale, come Viale Carlo III, che vi guiderà verso la Reggia di Caserta, sfondo possente dell’ingresso Sud della città.

Caserta è anche uno scrigno di storie, tradizioni e credenze lontane, come quella di Piazza Dante e gli archi dei Quattro cantoni. Le vecchie generazioni di studenti casertani conoscono bene questo posto e, per scaramanzia stavano alla larga da quei cinque archi, perché attraversarli significava essere interrogati a scuola ben 5 volte.

Credenze fiabesche, invece, riguardano il borgo di Casertavecchia che secondo i predecessori era abitato da creature fantastiche. Come dargli torto?! Percorrere le viuzze di questo borgo medievale significa immergersi in un’atmosfera d’altri tempi con le torri merlate, la facciata a salienti della Cattedrale e le piccole botteghe degli artigiani, dove chissà, dame e cavalieri si sono fermati dinanzi ad amoreggiare.

 

Il tour è appena cominciato, zaino in spalla e proseguiamo verso gli altri itinerari della città campana e i suoi dintorni.

 

Reggia di Caserta

La Reggia di Caserta, conosciuta anche come Palazzo Reale, è nota per essere la Versailles d’Italia con milleduecento stanze tra cui una biblioteca con 3 sale e un teatro dalle pareti e dai soffitti decorati con affreschi dal suo stesso architetto, Luigi Vanvitelli.

All’esterno, due chilometri di Parco Reale con statue, fontane dai bellissimi giochi acquatici alimentati dall’Acquedotto Carolino ed un giardino inglese con un tempio dorico, che si specchia su un laghetto di ninfee. Cartina alla mano, potete visitarlo a piedi, con navette o biciclette da noleggiare.

La reggia, dunque, è uno scrigno di bellezze tutte da scoprire nonché uno dei 100 monumenti più visitati al mondo. Non solo, dal 2019 è anche dimora della nostra regina bianca: la Mozzarella di Bufala Campana DOP. Nelle Regie  Cavallerizze della Reggia ha infatti sede il nostro Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP. In un luogo unico, custode di storia e bellezza, promuoviamo la tradizione e l’arte di tutto il territorio.

 

La Reggia è da decenni anche set cinematografico di importanti film e fiction italiani e internazionali, da Pap’occhio con Diego Abatantuono e Roberto Benigni (1980) a Star Wars la minaccia fantasma e l’attacco dei cloni (1999),  Il Papa Buono – Giovanni XXIII (2003), Mission Impossible III (2006) Angeli e Demoni (2009).

La leggenda di un bacio atteso

La Reggia di Caserta è avvolta da un’aura di mistero e antiche leggende: oggi vi racconteremo quella di un bacio atteso per lungo tempo da Rossella, in una grotta della Reggia.

 

Secondo la leggenda, l’amore che nacque tra l’umile fanciulla e il principe Andrea, scatenò l’invidia di alcune aristocratiche che regalarono a Rossella una rosa avvelenata che la trasformò in una terribile vecchia megera.

 

L’unico modo per rompere l’incantesimo sarebbe stato, come da copione, un bacio del principe, solo che il nostro Andrea non riconobbe la sua amata e, anzi, la rinchiuse nella grotta dove rimase per lungo tempo, almeno fino alla battuta di caccia che portò il principe austriaco Ulrico alla grotta della Reggia di Caserta.

 

Ulrico si dimostrò gentile con Rossella e lei per ringraziarlo gli donò un ramo di pungitopo come portafortuna per la battuta di caccia: Ulrico, però, morì. Rossella si disperò per la morte del principe austriaco e nel salutarlo, una goccia del suo sangue, cadde sulle labbra di Ulrico, che come per magia, resuscitò.

 

Stupito dall’accaduto, Ulrico baciò Rossella, che finalmente torno ad avere le sue sembianze. Questa è solo una delle tante storie che scoprirete camminando tra le sale della Reggia di Caserta, un luogo che custodisce l’incanto nei secoli.

 

 

Acquedotto Carolino

Appena fuori Caserta, da raggiungere in auto, vi aspetta l’Acquedotto Carolino, nel territorio di Valle di Maddaloni.

Anche quest’opera, possente e meravigliosa, è stata costruita dallo stesso architetto della Reggia Luigi Vanvitelli per soddisfare la richiesta di acqua del Palazzo Reale della Reggia (compresi gli affascinanti giochi delle fontane), l’intera città di Caserta e la vicina San Leucio. La struttura ha resistito a tre violenti terremoti e sotto i suoi tre ordini di archi a tutto sesto è stato consumato uno dei più sanguinosi scontri tra le truppe garibaldine e quelle borboniche. Nel 1997 è stato introdotto come la Reggia nei beni tutelati dall’Unesco; i suoi suggestivi archi valgono una visita, specie con la luce calda del tramonto.

 

 

San Leucio

In questa frazione del capoluogo una tappa d’obbligo è il Palazzo Reale, che un tempo ospitava una fabbrica di seta. Nelle sue stanze, oggi museo, si possono osservare gli utensili per produrre la seta e i tessuti preziosi. Dalla terrazza esterna del palazzo, invece, potrete ammirare il panorama della città campana, che si estende fino al Vesuvio, a meno che non ci sia il “Re Nasone” a distogliervi dalla veduta. Secondo una leggenda tra le stanze del Palazzo Reale si aggira il fantasma di Ferdinando IV e pare che il sovrano non disdegni neanche un giretto per le stradine del borgo di San Leucio, un tempo noto come Ferdinandopoli.

 

Casertavecchia

A una decina di chilometri dalla città sarete catapultati nell’atmosfera d’altri tempi del borgo medievale di Casertavecchia. Le costruzioni in pietra dei vicoletti fanno da sfondo al Castello e alla Cattedrale del 1100 edificata, pare, con l’aiuto di alcune fate, che trasportarono le colonne oggi al suo interno con il loro potere.

 

Misteri e leggende, dunque, non risparmiano neanche i monumenti di Casertavecchia, tra cui la  Torre Normanna. Si pensa, che nell’antica costruzione ci sia da secoli la presenza di Siffridina, consuocera di Federico II di Svevia. La donna, era molto innamorata del borgo e fedele alla casata sveva, questa dedizione però  gli costò una lunga prigionia nel Castello di Trani (Puglia) per volere di Carlo d’Angiò. Sola e abbandonata, la lontananza dal suo amato borgo fu una sofferenza, tanto che alla sua morte lo spirito fece ritorno a Casertavecchia, trovando dimora nel torrione del castello. Quando tutto tace, secondo la leggenda è possibile sentire Siffridina.

 

La Reggia di Carditello

La Reggia di Carditello in stile neoclassico, originariamente  era destinata alla caccia di Carlo di Borbone e all’allevamento di cavalli. Una tenuta per lo svago, che Ferdinando di Borbone, figlio di Carlo, trasformò a metà ‘700  in un’azienda agricola con ricche coltivazioni e una produzione casearia d’eccellenza. In questo posto incontaminato di 2100 ettari circa è stato avviato il primo allevamento di bufali ed il successivo lancio della produzione della Mozzarella di Bufala.

 

Santa Maria Capua Vetere

In provincia di Caserta brilla il comune di Santa Maria Capua Vetere, nato dagli antichi resti della Capua romana. Qui, non potete perdere l’Anfiteatro, secondo per dimensioni soltanto al Colosseo, le Carceri Vecchie (nel territorio di San Prisco) e il Mausoleo dagli antichi affreschi.

La presenza del monumento funerario fa pensare a tutt’altro che alle carceri: allora perché il nome di Carceri Vecchie? Secondo un’antica credenza il Mausoleo era il carcere dei gladiatori, che combattevano nell’Anfiteatro; tra loro ci fu anche il famoso gladiatore  Spartaco.

Un altro sito da visitare a Santa Maria Capua Vetere è il Mitreo, uno dei più importanti centri di culto e d’incontro al mondo, dedicato al dio persiano Mitra. Al suo interno scoprirete l’intima sala ipogea dedicata a questo culto misterioso e decorata con un antico affresco.

 

Capua

Capua è il comune in provincia di Caserta collocato tra le rive del fiume Volturno, che racchiude un meraviglioso centro storico medievale. Avventuratevi tra le vie e i reperti più importanti di questa città-fortezza e non perdetevi il tempio di Diana Tifatina, il Ponte Romano, il Castello dei Principi Normanni e il Palazzo Fieramosca. Secondo una tradizione popolare, all’interno di questo Palazzo si aggira indisturbato un fantasma in abiti medievali molto eleganti.

Questa città, oltre a essere un comune suggestivo dal punto di vista artistico, è anche testimonianza dell’intensa produzione e vendita della Mozzarella di Bufala, tanto da avere un registro bufalino dei capi allevati.

 

Pancia mia fatti capanna: i piatti tipici di un viaggio a Caserta

Dopo una scorpacciata di storia, cultura e bellezza tocca a quella delle specialità culinarie. A Caserta la cucina tradizionale vanta numerosi pezzi forti: dalle pettolelle con fagioli cannellini, alla cianfotta, uno stufato simile alla caponata siciliana con verdure, fino al salame di maialino nero casertano e a maestri pizzaioli rinomati in tutta Italia. Il prodotto simbolo della città campana è la Mozzarella di Bufala Campana DOP. Nei caseifici dislocati nei comuni potrete vedere dal vivo gli allevamenti di bufale, assaggiare e acquistare l’oro bianco della tradizione lattiero casearia prodotto secondo l’antica tradizione dei suoi maestri casari.

Pronti a fare le valigie e andare alla ricerca delle meraviglie di Caserta? Scattate tante foto e taggateci sulla nostra pagina Instagram @mozzarella_dop. Le più belle saranno repostate nella rubrica dei #BorghiDop.