La Mozzarella di Bufala Campana DOP è ambasciatrice della nostra terra e noi vogliamo raccontarvela. Il nostro viaggio alla scoperta dei borghi DOP continua oltre la Campania, in direzione Lazio, dove l’area di allevamento e produzione della Bufala Dop si allarga verso la parte meridionale della regione, nelle province di Frosinone e Latina.

Oggi vi proponiamo un itinerario duplice, tra mare e monti: percorreremo prima le vie interne, attraversando parchi naturali e borghi suggestivi, e poi ci sposteremo sulla costa tirrenica del Lazio per abbandonarci a romantiche passeggiate e tramonti mozzafiato. Pronti a partire?

 

Cosa mettere in valigia

Che scegliate di seguire l’itinerario costiero o quello interno (o perché no, entrambi), l’essenziale da mettere in valigia è:

–              Capi sportivi e comodi, adatti a lunghe camminate

–              Un copricapo (cappello, bandana, fascia)

–              Scarpe da trekking

–              Costume da bagno, infradito e copricostume

–              Un paio di abiti eleganti per la sera (ricordate il giacchetto perché a volte sui monti l’aria pizzica)

–              Qualche abito casual per visitare i borghi di giorno

Lungo il viaggio incontrerete tanti spot spettacolari, scenari dove la natura e la storia si mescolano e creano il set perfetto per scatti eccezionali: a chi è attrezzato, consigliamo di portare una macchina fotografica, ne varrà la pena!

 

Lazio Sud: tra parchi naturali e borghi incantevoli

Il nostro cammino inizia dalle bellezze naturalistiche, che nel basso Lazio dominano su gran parte del territorio e regalano scorci favolosi. La prima tappa che vi proponiamo è il Parco Naturale dei Monti Aurunci, un’area di quasi ventimila ettari, i primi rilievi montuosi del Lazio che incontriamo una volta oltrepassato il confine campano.

 

Grazie alla sua posizione geografica particolare, incastonata tra mare e montagna, tra Lazio e Campania, il Parco Naturale dei Monti Aurunci raccoglie in sé una varietà sorprendente di ambienti che si susseguono l’un l’altro e che si manifestano nelle faggete del monte Petrella o nelle foreste di lecci verdi dei monti Ruazzo e Campone, così come nella sughereta di Costamezza e nelle praterie della valle di Sciro.

 

La varietà del Parco oltre che paesaggistica è anche floreale: basti pensare che nel parco vivono ben 1300 specie di fiori (solo quelle censite), ecco perché questa area rappresenta un luogo di grande attrazione per ricercatori, botanici ed appassionati di fotografia naturalistica.

 

Nel Parco svettano cime che superano i 1500 metri di quota dalle quali è possibile ammirare il Mar Tirreno che, da quell’altezza, sembra lambire dolcemente e chiudere in un abbraccio la costa laziale. Per chi ama il trekking sono molte le escursioni possibili tra le vette dei Monti Aurunci. Uno dei percorsi più noti e suggestivi è quello che conduce da Maranola (rifugio Pornido) fino alla vetta del monte Petrella, collegato alla cima del monte Redentore: questo è il classico percorso dei pellegrini che si dirigono alla statua del “Cristo Redentore”, che dall’alto si affaccia sul golfo di Formia e Gaeta.

 

Tra i luoghi di interesse del Parco Naturale dei Monti Aurunci vi segnaliamo due monumenti naturali, il laghetto di Settecannelle nel Comune di Fondi e il Monumento Naturale di Montecassino, e il centro storico di Esperia, adiacente al parco. Qui troverete l’interessante percorso museale del Carsismo, per un viaggio alla scoperta delle meraviglie del sottosuolo, delle rocce e dei fenomeni millenari che le modellano. Su un recente ritrovamento, un enorme calco, vedrete anche le impronte di un dinosauro!

 

Castro dei Volsci, nel cuore della Ciociaria

L’area Dop del Lazio si estende per tutta la Ciociaria, territorio che corrisponde all’incirca con la provincia di Frosinone,  seconda tappa del nostro viaggio alla scoperta dei borghi Dop. Il nome “Ciociaria” deriva dalle ciocie, le tipiche calzature portate un tempo da contadini e pastori di questa terra, che conserva ancora il brio di una tradizione forte e un folclore ricco e vario, che rapisce i viaggiatori e li invita a scoprire le sue meraviglie.

 

Tra i tanti incantevoli borghi di questo territorio del basso Lazio, abbiamo scelto di portarvi a Castro dei Volsci, detto anche “il Balcone della Ciociaria” perché sembra che galleggi in cielo quando le nuvole sono basse.

 

Entrando a Castro dei Volsci dalla suggestiva Porta della Valle, ci si immette subito nel flusso delle viuzze del borgo, strette e lastricate in cotto, interrotte da piazzette incantevoli e costeggiate da casette in pietra viva. Immersi in questo scorcio di poesia potrete fare lunghe passeggiate, visitare le antiche chiese disseminate lungo la strada e fare un salto indietro nel tempo nell’area archeologica di Santa Maria del Piano. In quest’area, poco distante dal centro, sono ancora visibili ricche testimonianze dell’antichità: dai resti delle ville e delle terme romane, alle necropoli di epoche diverse.

Tappa obbligata nel tour di Castro dei Volsci è la statua di Mamma Ciociaria, voluta dal popolo ciociaro ed inaugurata nel 1964, in memoria di tutte le donne che, durante la Seconda guerra mondiale, morirono per difendere la propria dignità e quella delle loro figlie, violate dalle truppe francesi, vicende terribili che Vittorio de Sica racconta anche nel famoso film “La ciociara”.

Qui a Castro dei Volsci potrete immergervi nella storia, per poi sedervi ai tavoli di osterie e ristoranti e godere della ricchezza della tradizione gastronomica della Ciociaria, terra di Bufala Dop e di grandi piatti!

 

 

Amaseno: I love Bufala

Continuando il nostro viaggio, arriviamo ad Amaseno, un paesino di 4.000 abitanti e 14.000 bufale, situato nel cuore della Valle dell’Amaseno, in piena Ciociaria.

 

Il centro storico del borgo è tipicamente medievale: circondato da una cinta muraria con torri, munito di castello feudale e percorso da architetture storiche in cui le bifore, gli archi ogivali, i portoni con stemmi e i fregi raccontano il lungo passato di questa terra. Tra i vari monumenti da visitare segnaliamo la chiesa di Santa Maria, datata al 1165, un notevole esempio di architettura gotico-cistercense: in pietra calcarea locale, squadrata, lavorata a scalpello e, secondo le credenze, teatro di un evento miracoloso. Pare infatti che in un’ampolla incastonata in una corona sia contenuto il sangue di San Lorenzo, che da secoli, tra l’8 e il 9 agosto, si scioglie e lascia trasparire un lembo di pelle. Ogni anno, passato l’anniversario del martirio e della festa di San Lorenzo, il sangue torna a coagularsi dentro l’ampolla.

 

Oltre a bellezza architettonica e leggende interessanti, Amaseno è uno dei centri più attivi in fatto di Bufala Dop: qui, infatti, si tiene nell’ultimo weekend di luglio il festival “I love Bufala”. La manifestazione, che nel 2020 e 2021 non è stata organizzata per ragioni di sicurezza sanitaria, è interamente dedicata alla bufala e ai suoi derivati: latte, mozzarella, ricotta, formaggi e carne di bufalo. Nei giorni del festival è possibile visitare i caseifici e allevamenti della zona, assistere alle fasi della lavorazione dei prodotti bufalini, conoscere il dietro le quinte del nostro mondo e ovviamente degustare le bontà casearie nei luoghi dove vengono realizzate.

 

Sezze

Sezze è un borgo antico che nasce su di una collina ai piedi del monte Semprevisa. Il paesino offre un clima mite d’inverno e fresco d’estate, e una cucina tradizionale godibilissima: un borgo da visitare per vivere dei giorni di pieno relax.

 

Le origini di Sezze sfumano nella leggenda, pare infatti che a fondarla fu Ercole, che giunse a Sezze dopo aver vinto i Lestrigoni. L’etimologia del nome antico, Setia, risale proprio al latino “setis”, che indica le setole del leone Nemeo di cui Ercole si gloriava e che oggi ritornano nello stemma della città, raffigurante il leone Nemeo che regge una cornucopia ricolma di frutti con intorno la scritta “Setia plena bonis gerit albi signa leonis” (Sezze piena di beni porta l’insegna del bianco leone).

 

Sezze è una città dal grande valore storico e architettonico: consigliatissime le passeggiate per il centro e le visite a monumenti e chiese. Inoltre, per chi ha voglia di immergersi nella natura florida e meravigliosa del basso Lazio, consigliamo l’escursione sul monte Semprevisa, un percorso che regala panorami stupendi e rigenera l’energia!

 

Chiudiamo qui il nostro percorso alla scoperta dei borghi Dop dell’area interna del basso Lazio, ma prima di passare alla costa e ai borghetti marittimi, vi segnaliamo qualche altra chicca di questa zona. Raccomandiamo: il Castello dei Conti e il monte Cacume di Dante Alighieri, a Ceccano; i siti archeologici romani e il lago di Canterno, a Ferentino, e le terme naturali a Suio Terme.

 

Basso Lazio via mare: Sperlonga, Terracina e Sabaudia

Il nostro itinerario lungo la costa del basso Lazio inizia con un’esperienza unica, il percorso poetico “The voice of trees”.

Ci troviamo nel Parco Regionale “Riviera di Ulisse”, un lembo di terra che sporge dalla costa, si estende lungo il golfo di Gaeta e comprende i territori delle aree protette appartenenti agli incantevoli borghi di  Gaeta, Formia, Minturno, Itri e Sperlonga.

 

Immersi nel Parco Regionale “Riserva di Ulisse” potrete godere di un’installazione poetica permanente, curata dall’Associazione Culturale Leggendarie e ideata da Giovanna Iorio. Camminando lungo i percorsi e scansionando un QR code, ascolterete i componimenti di 20 poeti italiani dal ‘900 ad oggi e anche di artisti locali contemporanei. In questa installazione tecnologia, cultura e natura si uniscono e danno vita a un’esperienza multisensoriale, che parte dagli occhi, prosegue nell’ascolto e sfuma nei profumi densi del parco.

 

Pieni della bellezza della poesia, ci spostiamo nel vivace borgo di Sperlonga. Qui un mix incredibile di storia, arte, cultura e tradizioni fa di questo piccolo comune del basso Lazio la meta ideale di turisti in cerca di relax e visite a monumenti storici.

 

Tra le spiagge di Sperlonga in cui trascorrere una mattina di mare, sole, sdraio e bagni freschi, vi segnaliamo:

–    Canzatora, spiaggia di sabbia fine piccola e frequentatissima, adatta anche alle famiglie (ma non a chi è in cerca di pace e silenzio);

–    Fontana, tra le spiagge predilette dai locali, vicina al centro cittadino e facilmente raggiungibile (il nome le deriva da una peculiare vasca che raccoglie acqua sorgente e che poi raggiunge la spiaggia);

–   Salette, una delle spiagge principali di Sperlonga, con sabbia chiara e finissima e acque cristalline.

 

Tra le mete imperdibili del borgo c’è anche la Villa di Tiberio, l’imperatore che innamoratosi del panorama costiero che offre Sperlonga, costruì qui un complesso monumentale spettacolare, che tuttora incanta chi lo visita: dalle terrazze rivolte al mare lo sguardo si perde fino ad incontrare all’orizzonte il Monte Circeo e le isole Pontine. La Villa di Tiberio si estendeva per 300 metri di lunghezza e comprendeva le caserme per la truppa con le stalle, le residenze dell’intera corte, un impianto termale e le peschiere antistanti la grotta decorata, che ospitava i simposi. Quest’ultima è sicuramente tra le parti più interessanti e scenografiche della villa romana di Sperlonga: se potete fateci un salto, non ve ne pentirete!

 

Prossima tappa del nostro viaggio sulla costa laziale è Terracina, un borgo antichissimo, che sorge in alto ed affaccia sul mare, intercettando la via Francigena del Sud.

Questo piccolo paese incanta chi arriva, offrendo ai visitatori un’atmosfera fatta di antichità e aria di mare, di accoglienza e buona cucina. Passeggiando per le viuzze deliziose vi innamorerete di Terracina e, quando arriverete nella piazza centrale, i vostri occhi incontreranno uno spettacolo emozionante: da una parte il mare, immenso e splendente, e dall’altro i resti imponenti del tempio di Giove Anxur. Un panorama eccezionale che accarezza il golfo e le isole pontine e che, quando il cielo è limpido, arriva fino a Ischia e Capri.

 

Dopo esserci riposati e aver goduto della bellezza di Terracina, ci dirigiamo verso le ultime due mete del nostro itinerario costiero: il Parco Nazionale del Circeo e Sabaudia, piccolo borgo marittimo, situato proprio nel cuore del Parco.

 

ll Parco Nazionale del Circeo è un’area protetta che si estende per circa 8500 ettari: la sua caratteristica peculiare è non tanto la varietà degli ambienti, ma lo stacco netto che tra essi si crea e che li rende distinguibili anche ad occhi inesperti. All’interno del Parco oltre a una grande biodiversità sono custoditi storia e leggende, come il mito che avvolge lo spettacolare Promontorio del Circeo.

Secondo la tradizione questo rilievo calcareo alto 541 metri era la dimora della maga Circe: qui Ulisse sarebbe entrato con la sua nave nell’odierna Cala dei Pescatori sul lago di Paola, per poi rimanere ammaliato dalla maga, il cui profilo coinciderebbe con la sagoma della montagna.

 

Le escursioni e i percorsi possibili all’interno del Parco del Circeo sono moltissimi e dopo averli esplorati vi servirà un po’ di ristoro: noi vi consigliamo uno stop a Sabaudia. Questo borghetto nato insieme al Parco nel 1934, è un centro che conserva i migliori esempi di architettura razionalista italiana, meta di studiosi e urbanisti provenienti da tutto il mondo, offre ai visitatori buon cibo e intrattenimento.

 

Qui, con una passeggiata sul lungomare di Sabaudia finisce il nostro viaggio nel basso Lazio: questo è solo un assaggio delle sue meraviglie e dei borghi Dop che lo popolano, il resto lo lasciamo scoprire a voi.

 

Vi aspettiamo con l’obiettivo pronto per catturare in uno scatto la bellezza del Lazio meridionale: ricordate di taggare @mozzarella_dop su Instagram, così potremo ri-condividerli nella nostra rubrica #BorghiDop. Buon viaggio!

 

Nella foto una veduta della costa di Formia dal santuario del Redentore