Un artigiano, un profondo conoscitore della materia prima, uno specialista che sa garantire qualità e sapore della nostra Mozzarella di Bufala Campana DOP: il maestro casaro è ambasciatore del nostro territorio grazie a un mestiere che sa rinnovarsi continuamente e grazie a una visione contemporanea. Allevamento, agricoltura e managerialità sono i tre capisaldi della formazione del casaro.

Queste sono le conoscenze che il Consorzio ha messo al centro del corso, giunto quest’anno alla sua quarte edizione, in collaborazione con il gruppo FormaMentis.

Dopo aver svolto la parte teorica, i giovani sono ospiti in questi giorni dell’antica azienda agricola sperimentale Improsta a Eboli, dove stanno facendo il percorso pratico.

 

Un’arte antica che parla un linguaggio nuovo

Tradizione ed innovazione si fondono in questo momento formativo, che coinvolge le nuove generazioni e garantisce degli sbocchi occupazionali all’interno di una filiera dinamica, sempre più giovane e rosa: il 39% degli oltre 11mila addetti nel comparto è under 32, mentre il 30% sono donne. Giovani, formazione, ricerca e innovazione tecnologica, dunque, sono i principi  strategici su cui investire.

Un’opportunità che nei tre anni precedenti ha consentito a ben 38 studenti di ottenere il diploma presso la Scuola di Mozzarella DOP; il 93% di loro ha già un’occupazione nel settore. Quest’anno il corso è andato sold out, raggiungendo il tetto massimo previsto di 20 studenti, provenienti sia dall’Italia (Roma, Sanremo, Bari, Napoli e diverse zone della Campania) sia dall’estero (Israele e India). Fra questi anche due donne che realizzano il sogno di un futuro da “casare” tra lezioni di chimica, microbiologia, legislazione e, ovviamente, fase pratica, in cui sperimentare tutta la sensibilità, la tecnica e le conoscenze apprese.

Dalla teoria alla pratica a Eboli

Immersi nella storica azienda agricola Improsta della piana del Sele ad Eboli,  gli studenti possono vivere un’esperienza formativa. Qui si respira un’atmosfera d’altri tempi: 140 ettari, un’antica torre (forse una bufalara in uso già dal 1634), un’aia, una fontana, una vigna ed una pagliara.

Improsta racchiude in sé un antico significato: da “rin’t a’ prost’”, “dentro al bosco”, chiamata così perché ricca di boschi, tanto da diventare nel 1956 un’azienda leader del Meridione nella ricerca e produzione di materiale vivaistico per il rimboschimento. Nel 2003 l’azienda è stata devoluta gratuitamente alla Regione Campania per creare un polo di ricerca sulla Mozzarella di Bufala Campana Dop.

Un progetto che rende onore all’antico mestiere del casaro che resta vivo più che mai e si rinnova con la passione di questi giovani.

«Formazione è la parola d’ordine per rafforzare il ruolo da protagonisti della mozzarella di bufala campana Dop nel panorama dell’agroalimentare di eccellenza del Paese. In un mondo completamente cambiato dalla pandemia, noi vogliamo costruire una filiera preparata al mercato», spiega il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo.