Giorno del Ringraziamento ma non solo. L’idea del Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana DOP di una ricetta per il Thanksgiving Day con mozzarella di bufala DOP e il tacchino nasce dalla consapevolezza che proprio la mozzarella è il prodotto italiano preferito dagli influencer negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.

La consacrazione arriva dall’indagine sulle tendenze di consumo del Made in Italy agroalimentare, condotta da Assocamere Estero (l’Associazione che raggruppa le 78 Camere di Commercio Italiane all’Estero e Unioncamere), che ha coinvolto 550 influencer del food & wine nei tre Paesi del Nord America, nell’ambito del progetto «True Italian Taste».

Così la mozzarella di bufala campana DOP si aggiudica il primo posto nella speciale classifica delle preferenze di chi fa tendenza e orienta i consumi in Nord America. Secondo il rapporto, le scelte degli influencer sono spesso frutto proprio di una loro conoscenza diretta del nostro Paese: oltre l’87% del campione è stato in Italia almeno una volta e circa il 70% inoltre prepara più di 3 volte a settimana ricette della tradizione italiana.

Quasi uno su due ha scelto la mozzarella di bufala campana DOP, per l’esattezza il 47,5% del campione totale: è il cibo made in Italy più apprezzato dai canadesi (57,3%) e dai messicani (48,4%), piazzandosi al secondo posto negli Stati Uniti (42,5%). Battuta la concorrenza della pasta fresca e del gorgonzola, che arrivano sul podio. La mozzarella Dop vince anche la sfida tra i più giovani, conquistando il gusto dei Millennials, i giovani tra i 18 e i 34 anni.

Lo studio è stato realizzato su un campione rappresentativo di 550 influencer del food & wine; il 23,5% degli intervistati appartiene alla fascia di età 18 – 34 anni mentre la maggior parte (62%) ha tra i 35 e 54 anni. Oltre la metà degli influencer, pari al 55%, opera nel settore food & wine, il 27,7% si occupa di blog & journalism, il 13% svolge attività legate alla sfera del food e il restante 4% appartiene al settore travel.

«Questi risultati ci rendono orgogliosi e ci indicano anche la strada da continuare a seguire, cioè raccontare la nostra eccellenza in un tutt’uno con il territorio di origine, incentivando l’arrivo dei turisti e le esperienze culturali, di cui il food è parte integrante. Siamo un traino per il turismo e vanno messe in campo politiche che rafforzino questa tendenza», rimarca il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo.