Terza e ultima tappa del nostro viaggio nella storia millenaria della mozzarella di bufala campana DOP, un viaggio iniziato verso la fine del X secolo e arrivato fino alla seconda metà del Novecento passando per il monastero di San Lorenzo a Capua, dove i frati donavano ai pellegrini un formaggio chiamato «mozza» o «provatura». Ci eravamo lasciati nel 1950, quando i bufali in Italia arrivarono a non più di 12mila capi e si rischiò addirittura l’estinzione dell’animale.

 

Dopo i due conflitti mondiali il comparto bufalino era ormai allo stremo. Solo grazie all’incredibile lavoro degli imprenditori del Sud, impegnati a ad aumentare il numero dei capi e ad ottenerne il riconoscimento dell’unicità della razza, oggi possiamo continuare a gustare quell’incredibile prodotto che è la mozzarella di bufala campana DOP.

Un prodotto che è eccellenza in tavola ma anche volano per l’economia locale e nazionale. Il comparto della mozzarella di bufala DOP, con il suo giro d’affari di un miliardo e 218 milioni di euro, produce una ricaduta sul tessuto economico locale pari a oltre due euro per ogni euro di prodotto fatturato, con una ricaduta sul PIL delle province di Caserta e Salerno pari all’1,4%. In tutto il 2019 sono state prodotte 50.212 tonnellate di mozzarella di bufala campana DOP con un incremento della produzione dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un comparto che registra numeri «robusti» non solo per quel che riguarda la produzione. Il fatturato alla produzione, infatti, si attesta intorno ai 400 milioni di euro con un incremento del doppio per quel che riguarda il fatturato al consumo.

Un successo che passa per due tappe storiche fondamentali: l’istituzione del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana e l’ottenimento della DOP, la Denominazione di Origine Protetta.

L’anno di nascita del Consorzio di Tutela è il 1981. Il Consorzio è l’unico organismo riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per la tutela, la vigilanza, la valorizzazione e la promozione di questo straordinario formaggio del Centro-Sud Italia, apprezzato in tutto il mondo.

Tra i compiti istituzionali del Consorzio di Tutela, c’è la difesa della denominazione stessa in Italia ed all’estero, la ricerca e lo sviluppo del costante miglioramento dei mezzi di produzione della mozzarella di bufala campana ed il conseguente miglioramento qualitativo della sua produzione. Ultima, ma non per importanza, la vigilanza sul prodotto finito immesso in commercio. Un compito che il Consorzio espleta sull’intero territorio nazionale e anche sul web.

La mozzarella di bufala campana ha ottenuto nel 1996 la Denominazione di Origine Protetta, il prestigioso marchio europeo con cui vengono istituzionalmente riconosciute quelle caratteristiche organolettiche e merceologiche di questo formaggio, derivate prevalentemente dalle condizioni ambientali e dai metodi tradizionali di lavorazione esistenti nella specifica area di produzione.

Ad oggi, la mozzarella di bufala campana DOP si conferma il terzo formaggio italiano (quarto prodotto DOP in Italia) per valore in assoluto, con un vero e proprio record nell’export che la incorona come primo prodotto italiano tra le prime tre posizioni.

E il futuro? Inizieremo celebrando nel 2021 i 40 anni del Consorzio di Tutela e del continuo impegno a favore dei consumatori e dei soci. Il resto lo scriveremo insieme, grazie all’impegno dei nostri soci, la bontà del nostro prodotto e l’affetto di tutti i mozzarella-lovers!